sabato 30 aprile 2011

Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!! – Papa Giovanni Paolo II

 Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà! 

Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!

Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.

Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa! 

Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.

Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. 

Proprio oggi la Chiesa intera celebra la sua “Giornata Missionaria Mondiale”, prega, cioè, medita, agisce perché le parole di vita del Cristo giungano a tutti gli uomini e siano da essi accolte come messaggio di speranza, di salvezza, di liberazione totale. 

(Papa Giovanni Paolo II)
Domenica 22 ottobre 1978

Per leggere l’intero discorso di inizio del suo pontificato

Carol Wojtyla divenne Papa il 16 ottobre 1978 all’età di 58 anni e fù il primo Papa straniero dopo 455 anni di pontefici italiani. Chi non ricorda la frase diventata famosa il giorno dell’elezione quando Papa Wojtyla disse “se sbaglio mi corrigerete“.
E sin da quell’istante Papa Giovanni Paolo II entrò nel cuore di una folla immensa di fedeli soprattutto per il modo di essere, un uomo fra gli uomini. Nei 27 anni di pontificato, uno dei più lunghi della storia papale, sono state moltissime le opere compiute, i viaggi effettuati per portare la novella di cristo, le difficoltà ed i dolori subiti.
Ricordiamo l’attentato del 13 maggio 1981 subito per mano di Alì Agca dal quale si salvò per opera di un miracolo.
Folle enormi di giovanissimi lo amarono e seguirono ovunque vedendo in lui un padre e guida spirituale. Papa Giovanni Paolo II fù anche simbolo di umiltà come quando chiese perdono all’intera umanità per tutti i peccati commessi dalla chiesa cattolica.
E poi la malattia, che lo costrinse lentamente all’immobilità fisica ma mai quella mentale. Il suo cervello rimase lucido sino all’ultimo giorno della sua vita terrena, non pensando nemmeno una volta di rassegnare le dimissioni.
Giovanni Paolo II si spense il 2 aprile 2005 alle 21:37 lasciando nella disperazione l’intera umanità che urlò immediatamente “santo subito“. E così è stato, a soli sei anni dalla scomparsa di Papa Giovanni Paolo II, il 1 maggio 2011 sarà beatificato, primo passo verso la santità.
Tutti noi abbiamo ancora impresso nella mente il flusso di fedeli, oltre due milioni e mezzo, che invasero letteralmente la capitale per rendere omaggio alle spoglie mortali di Carol Wojtyla.
Da domani avremo un nuovo beato: Papa Giovanni Paolo II.



giovedì 28 aprile 2011

Interrelazione - Martin Luther King Jr.

Che ne abbiamo o meno coscienza, ognuno di noi è indebitato per l’eternità. Siamo i debitori di uomini e di donne conosciuti e sconosciuti.
Non possiamo finire la colazione, senza esserci fatti dipendenti  da più della metà del mondo.. La mattina, andiamo al bagno dove impugniamo una spugna,  che ci procura un insulare del Pacifico. Usiamo un sapone fatto da un Francese. L’asciugamani ci viene da un Turco.
Sul tavolo, beviamo un caffè prodotto da un Sud-americano, del tè da un Cinese o del cacao da un Africano. … Siamo obbligati presso più della metà del mondo.
In un senso molto reale, ogni vita stà in interrelazione con gli altri, tutti gli uomini sono afferrati da una rete inevitabile di reciprocità, travolti in un destino comune. Tutto ciò che tocca direttamente l’uno,  indirettamente si imprime su tutti gli altri.
(Martin Luther King Jr.)

Martin Luther King Jr. (Atlanta, 15 gennaio 1929 –Memphis, 4 aprile 1968)
E' stato un politico, attivista e pastore protestante statunitense, leader dei diritti civili.
È stato il più giovane Premio Nobel per la pace della storia, riconoscimento conferitogli nel 1964 all'età di soli trentacinque anni.
Riconosciuto apostolo instancabile della resistenza non violenta, eroe e paladino dei reietti e degli emarginati, "redentore dalla faccia nera", King venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa mentre era sul balcone del motel di Memphis. Trasportato al St. Joseph's Hospital, i medici constatarono un irreparabile danno cerebrale, la sua morte venne annunciata alle 19:05 del 4 aprile 1968. Sull’assassinio non è mai stata fatta chiarezza.


mercoledì 27 aprile 2011

Il Crocifisso di S. Damiano – Tommaso da Celano :)

10. "Era già del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, passò accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli è così profondamente commosso, all'improvviso - cosa da sempre inaudita! (Gv 9,32) - l'immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra. «Francesco, - gli dice chiamandolo per nome (Cfr Is 40,26) - va', ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina». Francesco è tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poiché neppure lui riuscì mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percepì in se stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio.
Da quel momento si fissò nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si può piamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore.

11. Cosa meravigliosa, mai udita! chi non è colpito da meraviglia? E chi, o quando mai ha udito qualcosa di simile? Nessuno potrà dubitare che Francesco, prossimo a tornare alla sua patria, sia apparso realmente crocifisso, visto che con nuovo e incredibile miracolo Cristo gli ha parlato dal legno della Croce, quando - almeno all'esterno - non aveva ancora del tutto rinunciato al mondo! Da quel momento, appena gli giunsero le parole del Diletto, il suo animo venne meno (Cfr. Ct 5,6).
Più tardi, l'amore del cuore si rese palese mediante le piaghe del corpo. Inoltre, da allora, non riesce più a trattenere le lacrime e piange anche ad alta voce la passione di Cristo, che gli sta sempre davanti agli occhi. Riempie di gemiti le vie, rifiutando di essere consolato al ricordo delle piaghe di Cristo. Incontrò un giorno, un suo intimo amico, ed avendogli manifestato la causa del dolore, subito anche questi proruppe in lacrime amare. 
Intanto si prese cura di quella immagine, e si accinse, con ogni diligenza, ad eseguirne il comando. Subito offrì denaro ad un sacerdote, perché provvedesse una lampada e l'olio, e la sacra immagine non rimanesse priva, neppure per un istante, dell'onore, doveroso, di un lume. Poi, si dedicò con impegno al resto, lavorando con intenso zelo a riparare la chiesa. Perché, quantunque il comando del Signore si riferisse alla Chiesa acquistata da Cristo col proprio sangue (At 20,28), non volle di colpo giungere alla perfezione dell'opera, ma passare a grado a grado dalla carne allo spirito."

(Tommaso da Celano)

Fonte:Tommaso da Celano, Vita seconda di San Francesco d'Assisi, nn. 593-594

Crocefisso di San Damiano.
La croce originale è attualmente appesa nella Basilica di Santa Chiara in Assisi, Italy.
 I Francescani curano questa croce come simbolo della loro missione da Dio.
La croce è considerata un'icona perché contiene immagini di persone che sono parte stessa del significato della croce.
Per saperne di più sulla simbologia:
http://www.amicifrancescani.it/crocifisso.htm



Buona Giornata a tutti. :-)

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martedì 26 aprile 2011

Ricorrere al Sacramento … - Papa Giovanni Paolo II


Ricorrere al Sacramento (della Confessione) è
necessario quando anche un solo peccato mortale sia
stato commesso. Comunque, il cristiano che  crede
nell’efficacia del perdono sacramentale ricorre al
Sacramento con una certa frequenza, anche quando
non si tratta di un caso necessario.

(Papa Giovanni Paolo II)
fonte: Il Perdono, pensieri d'amore e di misericordia, Sonzogno Editore

Santuario Basilica Santa Maria Ausiliatrice – Torino, Valdocco
Nel dipinto vediamo Don Bosco che ascolta le confessioni dei suoi ragazzi. Egli dava molta importanza al sacramento della Riconciliazione. Lo considerava una delle colonne della formazione cristiana da dare ai giovani assieme all'Eucarestia e alla devozione a Maria Ausiliatrice.  Il ragazzo che sta confessando è Paolino Albera, che poi diventerà suo secondo successore alla guida dei Salesiani, dopo Don Michele Rua (Beato).


lunedì 25 aprile 2011

Un'alba a colori di gioia - Anna Maria Canopi

Oggi possiamo ancora dirci con gioia: Il Signore è risorto! È veramente risorto! Sono trascorsi due millenni da quando se lo dicevano le pie donne e gli apostoli, stupiti e ancora come in sogno, come chi piange e ride insieme davanti a una notizia incredibilmente bella.
Tu eri la Gioia nel cuore del Padre, la purissima gioia dell’essergli Figlio e sei venuto come sorriso divino a dissipare le nostre umane tristezze. Annunzio di gioia il tuo concepimento nel grembo verginale di Maria, evento di gioia la tua nascita a Betlemme, notizia di gioia il tuo evangelo. Prezzo di gioia fu la tua croce e gioia per sempre la tua resurrezione. Il Signore risorto ci comunica la sua vita, la sua pace, la sua gioia. Tutta la creazione ne è coinvolta, non soltanto l’uomo; tutti gli elementi del cosmo sono investiti dell’energia divina irrompente dal sepolcro di Cristo. In Cristo risorto tutto il mondo viene purificato. La gioia pasquale è il canto della vita nuova, della santità dei figli di Dio.
La gioia del Risorto è la fonte della nostra pace. “La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: - Pace a voi!- Detto questo mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono a vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: - Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (Gv 20,19-22).
La scena è stupenda e commovente: Gesù appare ai discepoli riuniti insieme; li abbraccia con il suo sguardo, dà loro il saluto di pace, infonde in essi lo Spirito santo, fa vedere e toccare le sue piaghe, i segni della sua crocifissione. Entra attraverso le porte chiuse, anche quelle del loro cuore assorbito dalla tristezza e paralizzato dalla paura. Facendosi riconoscere ravviva in loro la fede e la speranza, suscitando grande gioia. Anche oggi Gesù è vivo e sta in mezzo a noi mostrandoci i segni del suo amore.
La gioia dei discepoli è la nostra gioia. È la gioia che fa ardere il cuore. … Due discepoli erano in cammino … Verso il tramonto il grande, infaticabile Pellegrino del mondo si accompagnò ai due discepoli sulla strada di Emmaus. Essi non avevano nella loro bisaccia che una pesante riserva di tristezza: egli subito la vide, vi mise sopra le mani per dissolverla, per far vedere che era roba vecchia da buttare via. E tanto vi riuscì che, arrivati ad Emmaus, invece di tristezza poterono offrire anche a lui pane di festa. Fu però soltanto quando egli scomparve che lo riconobbero e capirono donde veniva quell’ardore che andava crescendo nel loro cuore mentre lo ascoltavano. Questa sembra una storia di quel lontano giorno, invece è sempre la nostra attualità. La fede, infatti, conosce fin troppo la malinconia del “giorno che declina” e si tira dietro spesso una fiacca speranza. Il sostegno della presenza di quel Compagno di viaggio ci è indispensabile. Signore, con cuore di pellegrini, lungo le strade di questo mondo, aneliamo alla tua presenza di pace e di gioia. Dissetaci fin d’ora con quell’acqua viva che tu solo sai donare; diventeremo così, per altri assetati, fontane di villaggio per una sosta di pace e di ristoro.
Vieni incontro a noi lungo i sentieri dei nostri umani smarrimenti, entra a porte chiuse da noi e alita sui nostri volti la fragranza del tuo Spirito; allora vivremo anche noi da risorti, annunziando con gioia a tutti gli uomini che tu sei l’unico nostro Salvatore. Concedici di camminare sulle piste della fede con accesa nel cuore la stella della speranza come chi sa di andare sicuro verso l’aurora. Allora tu, radiosa stella del mattino, brillerai nell’intimo del nostro cuore e noi, figli della resurrezione, staremo in bianche vesti, con volti raggianti di gioia, alla tua gloriosa presenza esultando per il trionfo dell’ Amore.

(Madre Anna Maria Cànopi)

Fonte:  Il vangelo della gioia
Paoline Editoriale Libri, Milano 2001


Tiziano -  Resurrezione  1520-1522-
chiesa di S.Nazaro e Celso a Brescia

domenica 24 aprile 2011

Pasqua, festa dei macigni rotolati – don Tonino Bello *

Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo.

(Tonino Bello)

Fonte : Pietre di Scarto di don Tonino Bello


"Sante Donne nel sepolcro"-  Beato Angelico
Museo di San Marco, Firenze

(Quando, la mattina della domenica, Maddalena, Maria Cleofe e Salomè,
 arrivarono al sepolcro, il corpo del Signore non c'era più!)

Buona giornata a tutti. :-)








venerdì 22 aprile 2011

Tutto è per noi Cristo - Sant’Ambrogio *

Tutto è per noi Cristo.
Se desideri medicare le tue ferite,
egli è medico.
Se bruci di febbre,
egli è la sorgente ristoratrice.
Se sei oppresso dalla colpa,
egli è la giustizia.
Se hai bisogno di aiuto,
egli è la forza.
Se temi la morte,
egli è la vita.
Se desideri il cielo,
egli è la via.
Se fuggi le tenebre,
egli è la luce.
Se cerchi il cibo,
egli è il nutrimento.

Gustate, dunque, e vedete
quanto è buono il Signore;
felice l'uomo che spera in lui.

(Sant'Ambrogio)


"Gesù è deposto nel sepolcro",  Beato Angelico -
 Museo di San Marco, Firenze (Italy)

(Il sole scendeva all'orizzonte e brillavano le stelle che annunciavano l'inizio del sabato di Pasqua. Era necessario agire prontamente per non violare il giorno santo.)



Buona giornata a tutti. :-)








giovedì 21 aprile 2011

Lavanda dei piedi – Anna Maria Cànopi

Signore Gesù,
come nell’Ultima Cena con i “tuoi”.
Ora sei in mezzo a noi come colui che serve.
Tu, l’Altissimo, ci onori del tuo servizio.
Umile ai nostri piedi,
ce li lavi, ce li baci, ce li profumi di crisma,
ce li  calzi di mansuetudine e di pace,
per farci camminare dietro di te
fino alla Casa del Padre.
Sappiamo che la strada del ritorno
passa per l’orto degli Ulivi,
sale sul monte della Croce,
scende nella grotta del Sepolcro,
sbocca nel Giardino rifiorito.
Signore Gesù,
pur essendo stolti e lenti di cuore,
desideriamo saperti imitare
e, nel tuo nome, di servirci a vicenda,
per rendere visibile nei nostri gesti
la tua immensa carità divina
ed essere un giorno introdotti
alla cena della Pasqua eterna
dove tu stesso, come ci hai promesso,
ancora passerai a servirci,
saziandoci di gioia
con la luce radiosa del tuo Volto.
Amen.

(Madre Anna Maria Cànopi)
Fonte: Il respiro dell'Anima di Anna Maria Cànopi)



Inchiodato alla Croce,
il tuo abbraccio,
Gesù,
mai si richiude.
Immane solitudine
di un dono
senza contraccambio...
Con le mie mani fragili
oggi ti raccolgo,
mio Signore,
e ascolto il tuo morire
in silenzio,
il tuo morire per me
di folle amore.

scritta dalle monache benedettine dell'Abbazia Mater Ecclesiae

Isola di San Giulio - Orta (No)







mercoledì 20 aprile 2011

La preghiera della Luce - + Card. Carlo Maria Martini *

Signore, Tu sei la mia luce: senza di te cammino nelle tenebre
senza di Te non posso neppure fare un passo, senza di te non so dove vado,
sono un cieco che guida un altro cieco.
Se Tu mi apri gli occhi, Signore, io vedrò la tua luce,
i miei piedi cammineranno nella via della vita. .
Signore, se Tu illuminerai, io potrò illuminare.
Tu fai di noi la luce del mondo.

(+Card. Carlo Maria Martini)


Il cardinale Carlo Maria Martini abbraccia il suo successore.
Carlo Maria Martini nasce a Torino il 15 febbraio 1927 . E' stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002. L’11 luglio 2002 vengono accettate dal papa le dimissioni per sopraggiunti limiti di età (75 anni) diventando così arcivescovo emerito di Milano. Si trasferisce a Gerusalemme dove riprende gli studi biblici.Gli succederà il cardinale Dionigi Tettamanzi.

martedì 19 aprile 2011

Angina Pectoris (1948) – Nazim Hikmet :)

Se qui c’è la metà del mio cuore, dottore,
l’altra metà sta in Cina
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.
E poi ogni mattina, dottore,
ogni mattina all’alba
il mio cuore lo fucilano in Grecia.
E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno
quando gli ultimi passi si allontanano
dall’infermeria
il mio cuore se ne va, dottore,
se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.
E poi sono dieci anni, dottore,
che non ho niente in mano da offrire al mio popolo
niente altro che una mela
una mela rossa, il mio cuore.
E’ per tutto questo, dottore,
e non per l’arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,
che ho quest’angina pectoris.
Guardo la notte attraverso le sbarre
e malgrado tutti questi muri
che mi pesano sul petto
il mio cuore batte con la stella più lontana.

(Nazim Hikmet)
Fonte: Poesie sulla Morte di Nazim Hikmet
http://leggoerifletto.blogspot.com/2010/09/nazim-hikmet-biografia.html

Scritta in carcere, dove doveva scontare una pena di ben 28 anni. Era prigioniero già da  quattordici anni quando, nel 1948, ebbe il primo infarto. L’anno dopo  venne amnistiato grazie ad una commissione internazionale composta tra gli altri da Sartre, Tristian Tzara e Pablo Picasso e dopo uno sciopero della fame di diciotto giorni reso ancora più drammatico dal recente attacco cardiaco. Nel 1951, ad un anno dalla liberazione, fu costretto all’esilio, vivendo in giro per l’Europa ma scegliendo spesso la Russia, dove aveva frequentato l’università. L’adorata moglie  Münevver Andaç e il figlio piccolo non poterono seguirlo. Morì per un attacco cardiaco il 3 giugno 1963  a Mosca, dove venne sepolto.



Buona giornata a tutti. :-)




lunedì 18 aprile 2011

L'avventura d'ogni giorno – don Tonino Lasconi

Signore,
il sole è sorto
e mi metti in mano
una esperienza nuova.
Sarà bella? Sarà noiosa?
Sarà utile?
Non lo so ancora.
Però son certo
che molto dipenda da me.
Questo fammelo capire...
perché spesso rischio
di aspettarmi tutto dagli altri;
tutto da te.

Fammi sentire responsabile
di quello che faccio.

Tu hai creato l'uomo
senza chiedergli il permesso
ti sei però subito legato le mani
e non gli puoi fare niente
se non lo vuole.

Signore,
aiutami a spalancare gli occhi
per vedere dove mi trovo
e chi avrò vicino.

Signore,
aiutami a drizzare bene le orecchie
per raccogliere tutte le voci
che la vita mi invia
e rispondere con coraggio
e fantasia.

(don Tonino Lasconi)
Fonte:  Amico Dio
Questa preghiera è presa dal libro “Amico Dio” . Il libro vuole aiutare i ragazzi a pregare nel modo più giusto. Non si tratta semplicemente di recitare preghiere ma realmente pregare. Cioè dialogare con Dio, mantenersi sempre in dialogo con lui, dedicargli un po’ del proprio tempo raccontandogli quello che si sta facendo, vedendo, pensando, parlando, omettendo; chiedendogli luce, aiuto e perdono; lodandolo e ringraziandolo; litigandoci.
Don Tonino Lasconi,nato a Fabriano il 20 agosto 1943, sacerdote, scrittore e giornalista. Parroco nella parrocchia di San Giuseppe Lavoratore a Fabriano, sacerdote conosciutissimo tra i catechisti d’Italia, autore di decine di volumi sul rinnovamento della catechesi. Appassionato del Vangelo e del suo intramontabile messaggio di speranza; dedito a tutte le forme di comunicazione più moderne utilizzate dai ragazzi/e. Esperto di cinema, televisione, fotografia, canzone, teatro, giornalismo. E’ assistente diocesano dell’Azione Cattolica. La posta elettronica perennemente intasata da migliaia di mail alle quali risponde anche su due forum che si possono leggere sul sito delle Paoline (www.paoline.it).

domenica 17 aprile 2011

Io vado avanti come un asino ..- + Card Roger Etchegaray *

Io vado avanti come un' asino...
Sì, proprio come quell'animale che un dizionario biblico così descrive:
"L'asino della Palestina è molto robusto, sopporta bene  il caldo, si nutre di cardi:  ha una forma di zoccoli che rende molto sicuro il suo camminare, costa poco il  mantenerlo. I suoi unici difetti sono la testardaggine  e la pigrizia".
Io vado avanti come l'asino di Gerusalemme che, in quel giorno della festa delle Palme, divenne la cavalcatura regale e pacifica del Messia.
Io non so granché, ma una cosa so: so di portare Cristo sul  mio dorso e la cosa mi rende molto orgoglioso.
Io lo porto, ma è lui che mi guida. So che mi conduce verso il suo regno, dove sarò a mio agio per sempre in verdi pascoli.
Io vado avanti a passettini, per sentieri scoscesi, lontano dalle autostrade, dove la velocità impedisce di riconoscere cavalcatura e cavaliere.
Chissà quanto si sente sballottato il mio Signore quando inciampo contro un sasso!
Ma lui non mi rinfaccia mai niente. La sua gentilezza e pazienza con me sono meravigliose: mi  lascia il tempo di salutare l'incantevole asina di Balaam, di sognare davanti a un campo di spighe, di dimenticarmi persino di portarlo. Io vado avanti in silenzio: è incredibile come di comprendiamo anche senza parlare!
Le uniche parole che  ho capito bene sembrano essere state dette apposta per me e io so quanto sono vere:
"Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero".
Io vado avanti nella gioia. Quando voglio cantare le sue lodi,  faccio un baccano del diavolo: io canto stonato.
Lui,  allora, ride, ride di cuore e il suo riso trasforma le strettoie del mio cammino in piste da ballo e i miei pesanti zoccoli in sandali alati.
Io vado avanti come un asino che porta Cristo sul dorso.

(+ Card. Roger Etchegaray)

Papa Benedetto XVI con il Cardinale Roger Etchegaray

Buona giornata a tutti. :-)







sabato 16 aprile 2011

Preghiera del mattino - don Luigi Giussani :)

Cercare di vivere, alzandomi tutte le mattine,
vincendo con la mia risposta la paura dell'essere,
la paura del vivere;
cercando di fare tutte le cose bene, nel miglior modo possibile,
come se Lui fosse lì a guardarmi;
correggere e lasciarmi correggere e quando sono stato cattivo,
provare dolore, un dolore acuto che tende a diventare lieto,
chissà come: tutto questo si chiama, in termini monastici che ripetono San Paolo, "Fare tutto per la gloria di Cristo, perché Cristo sia conosciuto nel mondo".
Tutto è, tutto io farò, tutto io cercherò di fare, "per la gloria di Cristo":
ti chiedo, o Dio, di rendermi capace di risponderti in tutti i momenti della mia vita, perché quel che faccio, misteriosamente, serva alla gloria di Cristo, perché Gesù sia riconosciuto per quello che è, perché Tu, o Dio diventato uomo, sia riconosciuto, così che "pur vivendo nella carne - come ognuno di noi - io vivo nella fede del Figlio di Dio, il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me".

(don Luigi Giussani)




Don Luigi Giovanni Giussani (Desio, 15 ottobre 1922 – Milano, 22 febbraio 2005) sacerdote e teologo, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. Negli anni 1969-1970 il movimento giovanile da lui creato prese il nome di Comunione e Liberazione e don Giussani e assunse la guida. L’ 11 febbraio 1982  il Pontificio Consiglio per i Laici riconobbe la Fraternità di Comunione e Liberazione. Don Luigi Giussani ne guidò la Diaconia Centrale. Fu creato Monsignore da Giovanni Paolo II nel 1983 con il titolo di Prrelato d’onore di Sua Santità. Sei anni dopo, nel 1989, contribuì in maniera determinante alla costituzione del Banco Alimentare, iniziativa di assistenza ai più bisognosi.  Morì a Milano il 22 febbraio 2005 e fu sepolto del Famedio del Cimitero monumentale di Milano.



Buona giornata a tutti. :-)

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venerdì 15 aprile 2011

Preghiera per il parroco – anonimo

Signore,
Ti ringraziamo di averci dato un uomo,
non un Angelo come Pastore delle nostre anime.
Illuminalo con la Tua luce,
assistilo con la Tua grazia,
sostienilo con la Tua forza.
Fa' che l'insuccesso non lo avvilisca
e il successo non lo renda superbo.
Rendici docili alla sua voce.
Fa' che sia per noi un amico,
maestro, medico, padre.
Dagli idee chiare, concrete, possibili;
a lui la forza di attuarle, a noi la generosità
nella collaborazione.
Fa' che ci guidi con l'amore, con l'esempio,
con la parola, con le opere.
Fa' che in lui vediamo,
stimiamo ed amiamo Te.
Che non si perda nessuna delle anime
che gli hai affidato.
Salvaci insieme con lui a capo della processione
dei suoi fedeli verso il cielo.
Amen.


papa Giovanni Paolo II e il futuro papa Benedetto XVI si passano la Croce.

giovedì 14 aprile 2011

Amo quello che saresti - Madeleine Delbrel *

Amo quello che saresti
il giorno in cui fossi Tu.
Aspetto quello che faresti
O Tu, che saresti te stesso.

Tu ben sai che, se ti amo,
è per scoprire te stesso
e che a me nulla importa di me.

Io posso attorno alla terra
incontrare il mondo intero;
rimarrei però solitaria
senza il Tu che Tu sei
e che vuoi dimenticare.

(Madeleine Delbrel)




Nata nel 1904 a Mussidan (Francia), educata in un ambiente borghese e scristianizzato, a quindici anni Madeleine Delbrêl si dichiara atea e pessimista. "Il mondo è un assurdo, la vita è un non senso”. Verso i venti anni l’incontro con alcuni giovani cristiani “ai quali Dio pareva essere indispensabile come l’aria” la costringono a pensare.
La giovane decide di entrare in Carmelo, poi a seguito di problemi famigliari e grazie all’aiuto del suo padre spirituale, decide che la sua strada sarà un’altra: il mondo diventerà il suo monastero. In un’epoca in cui l’unica scelta per Dio era all’interno di un’istituzione religiosa, la scelta di Madeleine appare coraggiosa e non facile da comprendere. Nel 1933 ,assieme ad un gruppo di ragazze,parte per Ivry, sobborgo parigino operaio e marxista, con l’intento di vivere assieme mettendo tutto in comune, nella povertà, nella testimonianza del Vangelo, in mezzo ai poveri. All’epoca Ivry è la capitale del partito comunista francese, una città tappezzata da manifesti di propaganda sovietica, in cui ci saluta con il pugno alzato e dove i bambini del quartiere prendono a sassate i preti che incrociano. E’ una città divisa in due: da una parte un pugno di cattolici, soprattutto anziani e benestanti, e dall’altra una moltitudine di militanti comunisti, poveri e lontani dalla Chiesa. Tra queste due parti l’ostilità è fortissima, in ambito cattolico si discute molto su quale dovesse essere il rapporto fra cristiani e marxisti.
Madeleine risolve la questione in base ad un principio molto semplice: “Dio non ha mai detto : Amerai il prossimo tuo come te stesso eccetto i comunisti”. Muore a Ivry-sur Seine il 13.10.1064 Il Cardinal Carlo Maria Martini l’ ha definita “una delle più grandi mistiche del XX secolo”. Compagne di Madeleine Delbrel sono ancora presenti a Parigi e Amiens. Un comitato di “Amici di Madeleine Delbrêl” raccoglie un gruppo di oltre 500 persone e, in Francia ed altrove, continua a diffondere la sua spiritualità. Il suo processo di beatificazione è attualmente in corso.




Buona giornata a tutti:-)

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mercoledì 13 aprile 2011

Non mi basta amare Dio se anche il mio prossimo non lo ama – San Vincenzo de’ Paoli :)

"La nostra vocazione è di andare ad infiammare il cuore degli uomini, a fare quello che fece il Figlio di Dio, Lui che venne a portare il fuoco nel mondo per infiammarlo dell’amor suo. Che possiamo noi desiderare, se non che arda e consumi tutto?
È dunque vero che sono inviato non solo ad amare Dio, ma a farlo amare.
Non mi basta amare Dio se anche il mio prossimo non lo ama. Devo amare il mio prossimo come immagine di Dio e oggetto dell’amor suo e far di tutto perché a loro volta gli uomini amino il loro Creatore che li riconosce e li considera come suoi fratelli, che li ha salvati; e procurare che, con mutua carità, si amino tra loro per amor di Dio, il quale li ha tanto amati da abbandonare per es­si il proprio Figlio alla morte. È dunque questo il mio dovere.
Orbene, se è vero che siamo chiamati a portare lontano e vicino l’amore di Dio, se dobbiamo infiammarne le nazioni, se la nostra vocazione è di andare a spargere questo fuoco divino in tutto il mondo, se così è, dico, se così è, fratelli, quanto devo ardere io stesso di questo fuoco divino!
Come daremo la carità agli altri, se non l’abbiamo tra noi? Osserviamo se vi è, non in generale, ma se ciascuno l’ha in sé, se vi è al grado dovuto; perché se non è accesa in noi, se non ci amiamo l’un l’altro come Gesù Cristo ci ha amati e non facciamo atti simili ai suoi, come potremo sperare di diffondere tale amore su tutta la terra? Non è possibile dare quello che non si ha.
L’esatto dovere della carità consiste nel fare ad ognuno quello che con ragione vorremmo fosse fatto a noi. Faccio veramente al mio prossimo quello che desidero da lui?
Osserviamo il Figlio di Dio. Non c’è che Nostro Signore che sia stato tanto rapito dall’amore per le creature da lasciare il trono del Padre suo per venire a prendere un corpo soggetto ad infermità.
E perché? Per stabilire fra noi, mediante la sua parola e il suo esempio, la carità del prossimo. È questo l’amore che l’ha crocifisso e ha compiuto l’opera mirabile della nostra redenzione.
Se avessimo un poco di questo amore, rimarremmo con le braccia conserte? Oh! no, la carità non può rimanere oziosa, essa ci spinge a procurare la salvezza e il sollievo altrui."

(San Vincenzo de’ Paoli)

Dalle “Conferenze ai Preti della Missione” di san Vincenzo de’ Paoli  (Conferenza 207)

Vincenzo de' Paoli, (Pouy, 25 aprile 1581– Parigi 27 settembre 1660), sacerdote francese fondatore e ispiratore di numerose congregazioni religiose come i Lazzaristi, le Figlie della Carità, la Società San Vincenzo de’ Paoli.

Papa Benedetto XIII lo ha proclamato beato il 21 agosto 1729; ed è stato canonizzato il 16 giugno 1737 da papa Clemente XII. Fino al 1969, la memoria liturgica di San Vincenzo de’ Paoli era celebrata il 19 luglio, ma papa Paolo VI ne ha spostato la festa al 27 settembre