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lunedì 17 ottobre 2016

Malattia e desiderio - Alejandro Jodorowsky

Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa che non desideriamo. Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto o a quest’ordine. E per disobbedire è necessario abbandonare la paura infantile di non essere amati; vale a dire di essere abbandonati. Questa paura provoca una mancanza di coscienza: non ci si rende conto di quello che si è davvero, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo. Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la propria bellezza interiore in malattia.
La salute si trova solo nell’autentico, non c’è bellezza senza autenticità, ma per arrivare a quello che siamo davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo. Essere quello che si è: questa è la felicità più grande."

- Alejandro Jodorowsky - 



Quando si va a cercare un guru, si va in cerca di quello che potremmo fare da soli: vuoi che un altro faccia per te quello che dovresti fare tu, perché pensi di non riuscire a farlo da solo.
Ma il guru non ha ricevuto questo dono dal cielo, lo ha fatto lui, lo ha creato.
Ha lavorato per riuscirci, riescici anche tu.

- Alejandro Jodorowsky -



"I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza, ma nessuno ne riconosce il valore.
Viviamo in una realtà dove abbondano i prodigi, ma li vedono soltanto coloro che hanno sviluppato le proprie percezioni. Senza tale sensibilità tutto è banale, l'evento meraviglioso viene chiamato casualità e si cammina per il mondo senza avere in tasca quella chiave che si chiama gratitudine."

- Alejandro Jodorowsky -
da: "La danza della realtà"



Buona giornata a tutti. :-)



mercoledì 7 settembre 2016

da: La Danza della Realtà - Alejandro Jodorowsky

Più tardi compresi che tutte le malattie, perfino le più crudeli, erano un genere di spettacolo. 
Alla base c’era la protesta per una carenza affettiva e per il divieto di pronunciare qualunque parola o fare un gesto che rivelasse tale mancanza. 
Il non detto, il non espresso, il segreto, poteva addirittura trasformarsi in malattia. 
L’animo infantile, soffocato dai divieti, elimina le difese organiche per consentire l’ingresso al male, perché soltanto così avrà l’opportunità di esprimere la propria desolazione. 
La malattia è una metafora. E’ la protesta di un bambino trasformata in rappresentazione.
Ogni atto straordinario abbatte i muri della ragione. 
Distrugge la scala dei valori e costringe lo spettatore a giudicare da solo. Agisce come uno specchio: ciascuno si vede con i propri limiti. Eppure questi limiti, manifestandosi, possono suscitare un’improvvisa presa di coscienza. “Il mondo è come penso che sia. I mie mali derivano da una visione distorta. Se voglio guarire, non è il mondo che devo cercare di cambiare ma l’opinione che ho di esso”.
I miracoli sono paragonabili alle pietre: si trovano ovunque e offrono la loro bellezza, ma nessuno ne riconosce il valore. 
Viviamo in una realtà dove abbondano i prodigi, ma li vedono soltanto coloro che hanno sviluppato le proprie percezioni. Senza tale sensibilità tutto è banale, l’evento meraviglioso viene chiamato casualità e si cammina per il mondo senza avere in tasca quella chiave che si chiama gratitudine. 
Quando si verifica un fatto straordinario lo consideriamo un fenomeno naturale di cui approfittare come parassiti, senza dare niente in cambio. Invece il miracolo richiede uno scambio: ciò che ti è stato dato devo farlo fruttificare per gli altri. 
Se non viviamo uniti agli altri non possiamo captare il portento. 
I miracoli non li provoca nessuno, vengono scoperti. 
Quando colui che credeva di essere cieco si toglie gli occhiali scuri, vede la luce. 
Questa oscurità è il carcere della ragione.
La finalità dell’arte è curare. Se l’arte non fa guarire, non è vera arte.
La realizzazione artistica era il risultato di scelte dettate dalla passione. 
Ci veniva offerta una torta: noi dovevamo soltanto vederla, prenderne una porzione e mangiarla. Era il biscotto di Alice: mangiandolo, o cresceva o rimpiccioliva. Così era la vita, l’arte, una faccenda di punti di vista e di scelte. E lo stesso succedeva anche in negativo. Lo spirito di autodistruzione offriva all’individuo un menù con tutte le malattie fisiche e mentali. 
L’individuo sceglieva il proprio male. Per curarlo, bisognava indagare su che cosa lo avesse spinto a scegliere quel problema e non un altro.

Ci sono mille modi per rompere un vaso, ma soltanto uno per costruirlo!

- Alejandro Jodorowsky - 
da: La Danza della realtà



Tentai di materializzare l’astratto.
L’odio: cornucopia chiusa in un forziere di cui abbiamo perduto la chiave.
L’amore: strada dove le nostre impronte invece di seguirci ci precedono.
La poesia: escremento luminoso di un rospo che ha inghiottito una lucciola.
Il tradimento: persona priva di pelle che si muove saltellando da una pelle all’altra.
La gioia: fiume pieno di ippopotami che spalancano le fauci azzurrine per offrire i diamanti che hanno trovato scavando nel fango.
La fiducia: danza senza ombrello sotto una pioggia di pugnali.
La libertà: orizzonte che si stacca dall’oceano per volare formando labirinti.
La certezza: una foglia solitaria divenuta il rifugio di un bosco.
La tenerezza: vergine vestita di luce che cova un uovo violaceo.
Le immagini che ero in grado di creare potevano essere gioielli, ma il forziere in cui le conservavo, vale a dire la mia persona, era privo di valore.
… consideravo il cambiamento come un malcelato aspetto della morte.
“La spada che tutto trancia, non trancia te quando diventerai una spada”.

- Alejandro Jodorowsky - 
da: La Danza della realtà



Invece di “mai”: pochissime volte.
Invece di “sempre”: sovente.
“Infinito”: estensione ignota.
“Eternità” fine impensabile.
“Fallire”: cambiare attività.
“Mi ha deluso”: l’ho immaginato in modo errato.
“Io so”: io credo.
“Bello, brutto: mi piace, non mi piace.
“Sei fatto così”: ti percepisco così.
“Ciò che è mio”: ciò che ora possiedo.
“Morire”: cambiare forma. …

Poi abbiamo passato in rassegna le definizioni e siamo giunti alla conclusione che era assurdo definire affermando.
Invece era giusto definire negando.
“Felicità”: essere ogni giorno meno triste.
“Generosità”: essere meno egoista.
“Coraggio”: essere meno vigliacco.
“Forza”: essere meno debole. E così via.


- Alejandro Jodorowsky - 
da: La Danza della realtà


Buona giornata a tutti. :-)






martedì 5 luglio 2016

Ricordati di essere felice - Alejandro Jodorowsky

C’era un villaggio sulle Ande con a capo un vecchio saggio. 
Un giorno uno del paese andò dal saggio dicendogli: le galline del villaggio sono tutte morte! 
Il vecchio saggio stette in silenzio e rispose: “Questo è buono!”
L’uomo andò via sconsolato chiedendosi cosa ci fosse di buono nella morte delle galline. Il giorno dopo lo stesso uomo corse di nuovo dal vecchio saggio urlandogli e ansimando che tutti i cani del paese erano morti! Il vecchio saggio, pensò un attimo e rispose: “Questo è buono!”
Il contadino non osò contraddire il saggio, ma era seriamente preoccupato della salute mentale del vecchio… “Cosa c’è di buono,” si disse, “nella morte di tutti i cani? I bambini piangono! Gli adulti hanno perso i loro fedeli amici!”
Il giorno dopo, questa volta veramente fuori di se, il contadino tornò dal vecchio saggio e con impeto gli urlò: “Vecchio non si riesce ad accendere il fuoco nelle case del villaggio, non c’è modo né di scaldarsi, né di nutrire i nostri figli!” Il saggio lo guardò attentamente e rispose: “Questo è buono!” Stavolta l’uomo sbraitò contro in vecchio urlandogli contro di tutto e di più e tornò al paese convinto che tutti dovevano far allontanare il vecchio saggio perché era impazzito.
Il giorno dopo giunsero da lontano dei banditi che volevano depredare, derubare tutti gli abitanti del paese, ma guardandosi intorno notarono, le galline morte, i cani morti, i comignoli delle case che non fumavano… si guardarono perplessi e il capo banda disse: “Questo paese è disabitato! Andiamocene via!”


L’universo ha un disegno perfetto: tutto quello che accade è perfetto sia nel bene che nel male! A buon intenditor…

- Alejandro Jodorowsky - 




Smettete di cercare, voi stessi siete la porta e anche i portinai che proibiscono l’entrata.
Ad ogni passo che fate vi allontanate dall’ombelico convertiti in fantasmi assetati d’avventura.
Credete che il matrimonio vi liberi dalla morte o che il denaro v’iscrivi nella gerarchia divina.
Smettete di cercare, il filtro magico è la coscienza occhio che può ritornare ai vuoti bacini di Dio attraversando la morte. 
Nessuno trova se stesso percorrendo i mari o scendendo in caverne.
Non è facile, è come aprire un menhir con le mani perché abbiamo un’anima più dura della pietra.

- Alejandro Jodorowsky -






Per quanto sepolto nelle tenebre della mente 
percepisco un uccello di luce nei suoi profondi meandri 
che lotta contro il rapace volo e m'incatena 
alla legge della ragione. 
Intrappolato nell'angelico intelletto 
non posso scontrarmi in quanto uomo con quello dell'uomo. 
A mente sgombra allora, mai getterò alle ortiche 
quest'urgenza salmastra di conoscere me stesso? 
Dalla mia anima voglio solo ciò che è inferiore al cane, 
lo sterile punto dove convergono gli ordini del mondo, 
là dove sotto l'eterno cambiamento niente vive né permane, 
tranquillo vegetando nel perfetto odio per la mia ombra. 
Come assetato in abbondanti acque bramo l'assenza divina 
esigendo che la causa dell'amore torni al permanente segreto, 
che la sparizione dell'invisibile Essere Perfetto mi restituisca 
la reale capacità di godere per le mie numerose ferite, 
che il veleno del silenzio mi liberi dell'inumano futuro. 
Ma quando penso "voglio" soffro e basta in realtà. 
Oh compassionevoli padroni, allontanate da me il vero oggetto, 
concedetemi quelli che falsi sono, 
segrete piaghe che tra il corpo e l'anima scivolano, 
passioni senza cura come serpenti senza fine 
delle quali il cuore solo può essere responsabile! 
Senza esser tormentati dalla verità o dalla bellezza 
tagliare i lacci che all'amore redentore ci legano, 
smettere di sentire, dire, fare, piangere, eliminare dagli occhi 
la madre, da un trono indifferente guardarla agonizzare 
come un glauco mollusco arenato sulla spiaggia, 
affinchè cessi la febbrile santificazione del Sapere, 
affinché la ferita sia solamente ferita 
in una carne che d'essere necessità dell'anima rifiuta.


- Alejandro Jodorowsky - 
(Viaggio al centro della ferita)




Buona giornata a tutti. :-)




domenica 24 aprile 2016

Il nostro incontro - Alejandro Jodorowsky

Corro portando tra le mani come un carbone acceso
l'istante che agonizza. 
Insieme a me se ne vanno le stelle
e questo mulinello di materia intorno al niente.
Con i palmi ardenti ho trasportato il gioiello dal remoto
per offrirtelo come uno specchio: quello che vedi non è il tuo viso
ma un fiume in piena che si porta tutte le anime
tranne la tua e la mia. 
Il nostro incontro
ci ha lasciato fuori
dallo spazio, dal tempo e da noi stessi.
Siamo definitivamente l'istante che non muore.

- Alejandro Jodorowsky - 



Amare è amarsi, perchè quello che dai lo devi dare a te stesso, solo così l'amore potrà essere equilibrato e rispecchiare esattamente il centro e l'eternità.

- Alejandro Jodorowsky - 



Essere o non essere ... Essere e non essere al contempo ... Non essere, ma essere essendo ... Essere smettendo di essere ... Essere oggi, non domani, ma dopodomani si ... 

Essere sul punto di essere ... Essere fuori dall'essere ... Essere dentro il non essere ... non essere quì però essere là ... 
Essere dove non si è ... o non essere dove si è ... non essere mai ... eccetera ... eccetera ... Questo è il problema!

- Alejandro Jodorowsky - 



Buona giornata a tutti. :-)



venerdì 20 novembre 2015

Le donne agli occhi degli uomini - Paulo Coelho

Le donne negli occhi di un uomo? Non importa quanto pesano. 
E' affascinante toccare, abbracciare ed accarezzare il corpo di una donna. 
Sapere quanto pesa non ci provoca nessuna emozione. Non abbiamo alcuna idea di quella che sia la tua taglia e se sei in forma. Il nostro interesse viene rivolto ad un altro tipo di forme. 
Ad esempio se la forma è a mandolino… va bene.
Non ci importa quanto misuri in centimetri, è una questione di proporzioni, non di misure. Una donna ben fatta deve essere rotonda ed “in carne”. 
Quel tipo di corpo che, senza alcun dubbio, si nota in una frazione di secondo. Le magrissime che sfilano in passerella, seguono la tendenza desiderata dagli stilisti che, detto fuori dai denti, sembra che odino le donne e con loro competano. I loro modelli sono esasperatamente filiformi, segaligni.
Il trucco è stato inventato perché le donne lo utilizzino, usatelo! 
Di facce semplicemente lavate con acqua e sapone, bastano le nostre. 
Le gonne sono state inventate per mettere in risalto le vostre fantastiche gambe. Se la natura vi ha dotato di queste forme c’è una ragione e lo ripeto, ci piacete così. 
Nascondere queste forme è come tenere il miglior divano in cantina.
E’ una legge naturale che tutti quelli che si sposano con una modella magra, anoressica, bulimica e nervosa, poi vanno a cercarsi un’amante in carne, simpatica e che scoppia di salute.
Le giovani sono carine, ma quelle dopo i quaranta sono il vero piatto forte. Per tante di loro saremmo capaci di attraversare l’Atlantico a nuoto.
Il corpo cambia, cresce. Non diventare matta perché non riesci ad entrare nel vestito di quando avevi diciotto anni.
Una donna di quarantacinque anni a cui calza il vestito di quando ne aveva diciotto o ha problemi di sviluppo o si sta autodistruggendo.
Ci piacciono le donne che sanno vivere una vita equilibrata e sanno controllare i loro sensi di colpa.
O anche quelle che quando devono mangiare mangiano con gusto (la dieta si fa da settembre, non prima), quando devono fare dieta lo fanno con allegria (senza farsi violenza e sofferenza); quando sono nell’intimità con i rispettivi compagni, ne godono pienamente, quando desiderano comprare qualcosa lo comperano e quando devono risparmiare risparmiano.
Alcune rughe sul viso, alcune cicatrici sul ventre, alcune smagliature, non le porta la bellezza. 
Sono la testimonianza che avete fatto qualcosa nella vostra vita, non siete rimaste nella naftalina o avete passato la vostra vita nei centri estetici. 
Avete vissuto!
Il corpo della donna è il sacro recinto della gestazione di tutta l’umanità che lì è stata alimentata, è cresciuta e, senza volere, segnata da smagliature, tagli ed altre cose che hanno fatto parte del processo che ha contribuito a mantenerci vivi.
Pertanto abbiate cura di noi, abbiate cura di voi ed amatevi. 

La bellezza è tutto questo.

- Paulo Coelho -


In questa nostra epoca ossessionata dalla magrezza molte donne hanno problemi con il proprio corpo. 
Da ogni parte ci viene detto che sembriamo troppo grasse se assomigliamo a donne e non ad adolescenti, per cui cerchiamo di mangiare meno. 
Forse dimagriamo, o forse il corpo si adegua e impara a cavarsela con meno calorie. 
Qualcosa in noi, tuttavia, ha un'idea assai precisa della nostra struttura corporea e nel tempo tende a ripristinare il peso adeguato. 
Quasi ogni donna che è sottoposta a una dieta avrà fatto, suo malgrado, questa dolorosa constatazione.

- Renate Göckel  -
Incipit di "Donne che mangiano troppo"



Loro hanno inventato il regime di terrore delle taglie, S, M, L. 
Lo sapete che cosa vogliono dire? 
S vuol dire «sì sì lo so che sono magra»;
M vuol dire «mi sta bene tutto» – maledetta, aggiungo io –;
L vuol dire «lo so che sono grassa, mi piacciono i ravioli: fatti i cazzi tuoi!»

- Geppi Cucciari - 
Dalla trasmissione:  Zelig Circus, 27 gennaio 2007



Oggi stesso smetti di criticare il tuo corpo.
Accettalo com’è senza preoccuparti degli sguardi altrui.
Non ti amano perché sei bella.
Sei bella perché ti amano.

- Alejandro Jodorowsky -


Certe volte le donne hanno molta fame. 
Aprono il frigorifero e vorrebbero ingoiare tutto quello che c'è dentro. 
Entrano in una pasticceria e vorrebbero ingurgitare ogni cosa, fino a scoppiare. 
Mangiano la cioccolata e vorrebbero non smettere mai. 
Mangiano i biscotti e ne finiscono due pacchi. 
Mangiano le patatine e vanno avanti fino a star male.
C'è una bocca affamata dentro di loro: grida per essere riempita, scalpita come una bestia selvaggia per ricevere ciò che vuole: cibo! cibo! cibo!
Ma il cibo è solo l'involucro di quello che la bocca affamata chiede. 

Dietro quella voglia famelica c'è di più: c'è la voglia di qualcosa che faccia sentire vive. 
E' la donna che arde di fame di se stessa, pallida della sua passione, a digiuno della sua anima.


- Simona Oberhammer - 
Fonte: La Via Femminile




Con il passare del tempo invecchiamo e guadagniamo peso. 
Questo accade perché si accumulano troppe informazioni e nella nostra testa non entrano tutte, quindi cominciano a riempire altre parti del nostro corpo.
Adesso io capisco che non sono grassa, sono COLTA!




Buon giornata a tutti. :-)









giovedì 6 agosto 2015

Tu non sei i tuoi anni – Ernest Hemingway

Tu non sei i tuoi anni,
nè la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome
o le fossette sulle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto,
e tutte le parole che dici
sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte,
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi,
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta di così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge
da quando hai deciso di esser
tutto quello che non sei.

- Ernest Hemingway -





Sorridono a tutti ed hanno sempre la parola giusta per chiunque, le persone che si fanno carico delle sofferenze altrui.
Piangono in solitudine ma subito dopo sorridono a chi incontrano.
Sono forti e generose, ma hanno un solo difetto.
Non condividono mai le loro fragilità, le loro debolezze.
Non sanno che il troppo dolore accumulato può dilaniare l'anima.

- Agostino Degas -



Oggi stesso smetti di criticare il tuo corpo.
Accettalo com’è senza preoccuparti degli sguardi altrui.
Non ti amano perché sei bella.
Sei bella perché ti amano.

- Alejandro Jodorowsky -


Buona giornata a tutti. :-)

lunedì 29 giugno 2015

Nettare - Alejandro Jodorowsky

Se della mia voce potessi liberarmi
per attorcigliare la tua gola alla mia
e solo usare quell’oceano
formato dalle tue parole che nettare sono
per la mia lingua di orfano di vedovo di straniero.
Se smettere potessi d’essere assente
per trasformare la tua anima nella mia patria
lasciandoti sentire per una volta
l’impatto mortale del mio silenzio.
In fondo altro non sono che il ricordo della tua voce.
Ogni volta che mi rifiuti
finisci di partorirmi.


- Alejandro Jodorowsky - 



Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perchè soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l'assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile.

- Alejandro Jodorowsky -



Le nostre difficoltà quotidiane celano abissi, 
non sono altro che la punta di un enorme iceberg...


- Alejandro Jodorowsky - 





Buona giornata a tutti. :-)











giovedì 11 giugno 2015

Calice - Alejandro Jodorowsky

Fu così che ti costruii, trasportando in carne i miei sogni
con lo splendore della luna donandoti una pelle d’argento
collocando un occhio vivo nelle tue mille mani che implorano
affinchè duplicata in quattro tu fossi il calice della mia tavola
e nelle tue innumerevoli labbra si tatuasse il nuovo credo.
La tua voce senza fine che entra nel mondo come un’ostia rossa
fino a paralizzare l’infinito specchio in un’eterna immagine.


- Alejandro Jodorowsky - 



L’infermità emozionale della nostra società è catastrofe ancora più grande della bomba atomica e le uniche terapie possibili sono creatività e bellezza.

- Alejandro Jodorowsky -






Perdonami per sentire
quello che non dici
in quello che dici. 

- Alejandro Jodorowsky - 






Buona giornata a tutti :-)







lunedì 3 novembre 2014

La danza della realtà - Alejandro Jodorowsky

Vorrei ritornare alla mia giovinezza e appollaiarmi di nuovo sul ramo di un albero insieme al mio amico poeta, e come quella volta indimenticabile vorrei dedurre dal molto che non sappiamo quel poco di prezioso che sappiamo:
Non so dove vado, ma so con chi vado.
Non so dove sono, ma so che sono in me.
Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.
Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.
Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.
Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della sua presenza.
Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarli.
Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudelta’.
Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso.
Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da cio’ che faccio.
Non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa.


- Alejjandro Jodorowsky -





Fu così che ti costruii, trasportando in carne i miei sogni
con lo splendore della luna donandoti una pelle d’argento
collocando un occhio vivo nelle tue mille mani che implorano
affinchè duplicata in quattro tu fossi il calice della mia tavola
e nelle tue innumerevoli labbra si tatuasse il nuovo credo.
La tua voce senza fine che entra nel mondo come un’ostia rossa
fino a paralizzare l’infinito specchio in un’eterna immagine 

- Alejandro Jodorowsky - 







Non dire tutto ciò che sai; non credere a tutto ciò che ascolti; non fare tutto ciò che puoi. Mantieni dentro di te un giardino segreto.


- Alejandro Jodorowsky -





Buona giornata a tutti. :-)