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lunedì 11 luglio 2022

In grato ricordo di Monsignor Giacomo Biffi

"...Quando il mondo è più desolato e tutto sembra irrimediabilmente perduto, allora si manifesta la presenza di colui che era stato estromesso. 
Percepire questa presenza è l’inizio della resurrezione, dal momento che il pericolo è proprio quello di naufragare nel vuoto delle creature provvisorie e relative. L’atto di fede è appunto atto dello spirito che si apre all’esistenza - consistente e perciò salvifica - del Dio vivo: è un rendersi conto di che cosa significhi veramente, tra la folla di larve garrule ed evanescenti, potersi aggrappare a uno che silenziosamente ed efficacemente esiste. 
Perciò la redenzione è in primo luogo, disperse le mille nullità frastornanti, una manifestazione di esistenza: «Io sono», dice a Mosè la voce del roveto in fiamme (Es 3,14). «Se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati», dice il Redentore ai Giudei (Gv 8,24). «Sono io», dice Gesù nell’ora delle tenebre alle potenze umane, che subito sono abbattute (Gv 18,6). «Sono io», dice Geppetto al burattino incosciente che sta per perire.
C’è chi pensa che la salvezza possa venire dalle idee; c’è chi pensa che la salvezza possa venire dalle azioni: tutte le rivoluzioni - che in definitiva lacerano i tessuti sociali e non cambiano molto - sono ispirate a questi principi, inadeguati senza essere totalmente erronei. 
La sola vera rivoluzione, quella di Dio, è diversamente fondata: la salvezza si gioca sul piano dell’ essere.
Al risonare della voce di Geppetto, Pinocchio si rende finalmente conto della propria miseria e insieme intravede la strada per uscirne, nella presenza di colui che lo può ricreare."

- Card. Giacomo Biffi - 
da: "Contro maestro Ciliegia. Commento teologico alle avventure di Pinocchio"



“A ogni votazione ricevo sempre un solo voto. Se scopro chi è che si ostina a votarmi giuro che lo prendo a schiaffi”. 
A sfogarsi così con un confratello durante il Conclave 2005 è stato il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna. 
“Cosa Eminenza?”, gli domanda perplesso l’altro cardinale. “Sì, ha capito bene, Eminenza”, replica Biffi. “Giuro che lo prendo a schiaffi”. 
Al che il porporato lo guarda perplesso e gli spiega: “Eminenza, ormai è chiaro chi stiamo eleggendo come nuovo Papa ed è anche abbastanza evidente che questo candidato abbia scelto di votare per lei. Quindi se vorrà ancora mantenere il suo proposito sarà costretto a prendere a schiaffi il Papa”. 
Biffi rimase senza parole: Joseph Ratzinger aveva deciso di votare per lui.

- Conclave 2005 -


“Vorrei dirLe grazie anche perché ci ha donato diagnosi molto acute e precise della nostra situazione di oggi e soprattutto ci ha mostrato come dietro a tanti fenomeni del nostro tempo, apparentemente molto lontani dalla religione e dal Cristo, ci sia una domanda, un'attesa, un desiderio; e che la unica vera risposta a questo desiderio, onnipresente proprio nel nostro tempo, è Cristo.  
Vorrei dirLe grazie per il suo realismo, per il suo umorismo e per la sua concretezza; fino alla teologia un po' audace di una sua domestica: non oserei sottoporre queste parole «il Signore forse ha i suoi difetti» al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma in ogni caso abbiamo imparato ed i suoi pensieri, Signor Cardinale, ci accompagneranno non solo nelle prossime settimane”.

Ringraziamento di Papa Benedetto XVI al Cardinale Biffi per gli esercizi spirituali per la Curia Romana nella Quaresima 2007.




Mangiare i tortellini con la prospettiva della vita eterna, rende migliori anche i tortellini, più che mangiarli con la prospettiva di finire nel nulla. 

- Card. Giacomo Biffi - 



«Mi accusano di essere preconciliare, ma poi mi consolo, sapendo che lo era pure Gesù.»

- Card. Giacomo Biffi - 




"[...] Possiamo aggiungere un’annotazione, che riguarda da vicino soprattutto il comportamento auspicabile dallo Stato e da tutte le autorità civili. 
I criteri per ammettere gli immigrati non possono essere solamente economici e previdenziali (che pure hanno il loro peso). 
Occorre che ci si preoccupi seriamente di salvare l’identità propria della nazione. 
L’Italia non è una landa deserta o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali, senza una inconfondibile fisionomia culturale e spirituale, da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto. 
In vista di una pacifica e fruttuosa convivenza, se non di una possibile e auspicabile integrazione, le condizioni di partenza dei nuovi arrivati non sono ugualmente propizie. E le autorità civili non dovrebbero trascurare questo dato della questione. 
In ogni caso, occorre che chi intende risiedere stabilmente da noi sia facilitato e concretamente sollecitato a conoscere al meglio le tradizioni e l’identità della peculiare umanità della quale egli chiede di far parte".

- Cardinale Giacomo Biffi - 

nota pastorale "La città di San Petronio nel terzo millenio", Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 2000


«Io penso che l'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. 
Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l'atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. 
Questa “cultura del niente” (sorretta dall'edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all'assalto ideologico dell'Islam che non mancherà: solo la riscoperta dell' “avvenimento cristiano” come unica salvezza per l'uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell'antica anima dell'Europa - potrà offrire un esito diverso».

- Cardinale Giacomo Biffi - 




"Nessun uomo ormai può sfuggire al suo Creatore, che lo insegue, lo vuol raggiungere e legare a sé. Non possiamo sfuggirgli, perché il suo amore corre più veloce di noi."

- Card. Giacomo Biffi - 




Buona giornata a tutti. :-)


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lunedì 13 luglio 2015

In grato ricordo di Monsignor Giacomo Biffi -

"...Quando il mondo è più desolato e tutto sembra irrimediabilmente perduto, allora si manifesta la presenza di colui che era stato estromesso. 
Percepire questa presenza è l’inizio della resurrezione, dal momento che il pericolo è proprio quello di naufragare nel vuoto delle creature provvisorie e relative. L’atto di fede è appunto atto dello spirito che si apre all’esistenza - consistente e perciò salvifica - del Dio vivo: è un rendersi conto di che cosa significhi veramente, tra la folla di larve garrule ed evanescenti, potersi aggrappare a uno che silenziosamente ed efficacemente esiste. 
Perciò la redenzione è in primo luogo, disperse le mille nullità frastornanti, una manifestazione di esistenza: «Io sono», dice a Mosè la voce del roveto in fiamme (Es 3,14). «Se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati», dice il Redentore ai Giudei (Gv 8,24). «Sono io», dice Gesù nell’ora delle tenebre alle potenze umane, che subito sono abbattute (Gv 18,6). «Sono io», dice Geppetto al burattino incosciente che sta per perire.
C’è chi pensa che la salvezza possa venire dalle idee; c’è chi pensa che la salvezza possa venire dalle azioni: tutte le rivoluzioni - che in definitiva lacerano i tessuti sociali e non cambiano molto - sono ispirate a questi principi, inadeguati senza essere totalmente erronei. 
La sola vera rivoluzione, quella di Dio, è diversamente fondata: la salvezza si gioca sul piano dell’ essere.
Al risonare della voce di Geppetto, Pinocchiò si rende finalmente conto della propria miseria e insieme intravede la strada per uscirne, nella presenza di colui che lo può ricreare."

Card. Giacomo Biffi, 
da: "Contro maestro Ciliegia. Commento teologico alle avventure di Pinocchio"



“A ogni votazione ricevo sempre un solo voto. Se scopro chi è che si ostina a votarmi giuro che lo prendo a schiaffi”. 
A sfogarsi così con un confratello durante il Conclave 2005 è stato il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo emerito di Bologna. 
“Cosa Eminenza?”, gli domanda perplesso l’altro cardinale. “Sì, ha capito bene, Eminenza”, replica Biffi. “Giuro che lo prendo a schiaffi”. 
Al che il porporato lo guarda perplesso e gli spiega: “Eminenza, ormai è chiaro chi stiamo eleggendo come nuovo Papa ed è anche abbastanza evidente che questo candidato abbia scelto di votare per lei. Quindi se vorrà ancora mantenere il suo proposito sarà costretto a prendere a schiaffi il Papa”. 
Biffi rimase senza parole: Joseph Ratzinger aveva deciso di votare per lui.

- Conclave 2005 -



“Vorrei dirLe grazie anche perché ci ha donato diagnosi molto acute e precise della nostra situazione di oggi e soprattutto ci ha mostrato come dietro a tanti fenomeni del nostro tempo, apparentemente molto lontani dalla religione e dal Cristo, ci sia una domanda, un'attesa, un desiderio; e che la unica vera risposta a questo desiderio, onnipresente proprio nel nostro tempo, è Cristo.  
Vorrei dirLe grazie per il suo realismo, per il suo umorismo e per la sua concretezza; fino alla teologia un po' audace di una sua domestica: non oserei sottoporre queste parole «il Signore forse ha i suoi difetti» al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma in ogni caso abbiamo imparato ed i suoi pensieri, Signor Cardinale, ci accompagneranno non solo nelle prossime settimane”.

Ringraziamento di Papa Benedetto XVI al Cardinale Biffi per gli esercizi spirituali per la Curia Romana nella Quaresima 2007.




Mangiare i tortellini con la prospettiva della vita eterna, rende migliori anche i tortellini, più che mangiarli con la prospettiva di finire nel nulla. 

- Card. Giacomo Biffi - 



«Mi accusano di essere preconciliare, ma poi mi consolo, sapendo che lo era pure Gesù.»

- Card. Giacomo Biffi - 





"[...] Possiamo aggiungere un’annotazione, che riguarda da vicino soprattutto il comportamento auspicabile dallo Stato e da tutte le autorità civili. 
I criteri per ammettere gli immigrati non possono essere solamente economici e previdenziali (che pure hanno il loro peso). 
Occorre che ci si preoccupi seriamente di salvare l’identità propria della nazione. 
L’Italia non è una landa deserta o semidisabitata, senza storia, senza tradizioni vive e vitali, senza una inconfondibile fisionomia culturale e spirituale, da popolare indiscriminatamente, come se non ci fosse un patrimonio tipico di umanesimo e di civiltà che non deve andare perduto. 
In vista di una pacifica e fruttuosa convivenza, se non di una possibile e auspicabile integrazione, le condizioni di partenza dei nuovi arrivati non sono ugualmente propizie. E le autorità civili non dovrebbero trascurare questo dato della questione. 
In ogni caso, occorre che chi intende risiedere stabilmente da noi sia facilitato e concretamente sollecitato a conoscere al meglio le tradizioni e l’identità della peculiare umanità della quale egli chiede di far parte".

- Cardinale Giacomo Biffi - 

nota pastorale "La città di San Petronio nel terzo millenio", Edizioni Dehoniane Bologna, Bologna 2000


«Io penso che l'Europa o ridiventerà cristiana o diventerà musulmana. 
Ciò che mi pare senza avvenire è la “cultura del niente”, della libertà senza limiti e senza contenuti, dello scetticismo vantato come conquista intellettuale, che sembra essere l'atteggiamento dominante nei popoli europei, più o meno tutti ricchi di mezzi e poveri di verità. 
Questa “cultura del niente” (sorretta dall'edonismo e dalla insaziabilità libertaria) non sarà in grado di reggere all'assalto ideologico dell'Islam che non mancherà: solo la riscoperta dell' “avvenimento cristiano” come unica salvezza per l'uomo - e quindi solo una decisa risurrezione dell'antica anima dell'Europa - potrà offrire un esito diverso».

- Cardinale Giacomo Biffi - 




"Nessun uomo ormai può sfuggire al suo Creatore, che lo insegue, lo vuol raggiungere e legare a sé. Non possiamo sfuggirgli, perché il suo amore corre più veloce di noi."

- Card. Giacomo Biffi - 




Buona giornata a tutti. :-)









martedì 23 settembre 2014

Preghiera per essere liberati dalla morte improvvisa - Papa Benedetto XIII



Misericordiosissimo Signore Gesù, 
per la Vostra Agonia e sudor di sangue,
e per la morte Vostra, liberatemi, ve ne supplico,
dalla morte subitanea ed improvvisa.
Benignissimo Signore Gesù, per l’acerbissima
e ignominiosissima flagellazione e coronazione Vostra,
per la Vostra Croce e Passione amarissima,
per la Vostra Bontà, umilmente vi prego
di non permettere che io muoia improvvisamente,
e senza i Santi Sacramenti.

Mio amatissimo Gesù, mio Signore e Dio mio,
per tutti i travagli e dolori Vostri, per il Vostro
prezioso Sangue e per le sacrosante Vostre piaghe;
o mio dolcissimo Gesù, per quelle Vostre ultime
parole dette in Croce: «Dio mio,
Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
e per le altre: «Padre, nelle tue mani raccomando lo
spirito mio», ardentissimamente Vi prego di liberarmi
dalla morte repentina.

Le Vostre mani, o mio Redentore, mi hanno formato interamente.
Deh!non permettete che io sia colto improvvisamente
dalla morte.
Datemi, Vi supplico, spazio di penitenza;
concedetemi un transito felice ed in
grazia vostra, affinché io Vi ami con tutto il
cuore, Vi lodi e Vi benedica in eterno.
Signor mio Gesù Cristo, per quelle cinque
Piaghe che l’amore verso di noi Vi fece in Croce,
soccorrete ai Vostri servi redenti dal Vostro
preziosissimo Sangue...

Sanguinisque pretiosi,
quem in mundi pretium... Rex effudit gentium.


Preghiera di Papa Benedetto XIII




Io considero la morte parte della vita ed è per questo che, parlando della vita, mi viene da parlare anche della morte. Personalmente, l'esperienza che fino a oggi ho avuto della morte riguarda quella degli animali che tenevo con me. [...] Non riuscivo ad accettarlo: mi domandavo perché gli esseri viventi dovessero morire. E poi, poco a poco, ritorna la calma. 
Perché il cervello umano (come forse quello degli animali) ha anche la capacità di dimenticare. Allora ci si può nuovamente dire che ciò che è importante è vivere, che il nostro è un tempo prezioso. 
Credo che la morte insegni a vivere, e che la facoltà di dimenticare sia un elemento importante in questo meccanismo. 

- Jirō Taniguchi -




Anche se non hanno voce, i morti vivono. Non esiste la morte di un individuo. La morte è una cosa universale. 
Anche dopo morti dobbiamo sempre rimanere desti, dobbiamo giorno per giorno prendere le nostre decisioni. 

- Shôhei Ôoka - 




La morte non la si improvvisa, la si merita con tutta la vita.

- San Massimiliano Maria Kolbe - 




Signore,
non so cosa mi accadrà
in questa settimana che sta per iniziare
ma so con certezza 
che Tu sei il mio tenerissimo Padre
e niente mi avverrà 
che non sia da Te preveduto, guidato e preparato per me 
da tutta l'eternità.
Questo mi basta
e mi dà la serenità nell'accettare 
i tuoi impenetrabili ed eterni disegni.
Dammi la forza di accogliere come tuo dono 
tutto ciò che in questa settimana succederà 
anche se mi farà soffrire.
Unirò il mio sacrifico al Sacrificio di Gesù,
mio divin Redentore,
per salvare la mia anima e quella dei miei fratelli.
Ti domando solamente, o mio Signore,
la pazienza nelle pene,
una perfetta ubbidienza alla Tua santissima volontà
e un piccolo posto in Paradiso.
Così sia.




Buona giornata a tutti :-)